FAQ - Domande frequenti sul Reiki

Da dove viene il Reiki?

Il Reiki è una tecnica scoperta e perfezionata da Mikao Usui, giapponese, all’inizio del XX secolo. E’ dal Giappone quindi che parte l’appassionante storia del Reiki.

 

Occorre crederci, perché funzioni?

No, il Reiki funziona indipendentemente dal fatto che chi lo pratica o riceve ci creda o meno: infatti funziona anche su animali, piante, persone incoscienti. E questa è la prova più evidente che non si tratta di autosuggestione.

 

Quali sono i suoi benefici?

Gli effetti del Reiki sono potenti ed agiscono sia a livello fisico che a livello emotivo/spirituale. Nel primo caso è eccezionale ad esempio per traumi, distorsioni, ustioni, punture d’insetti... un’ustione di primo grado viene neutralizzata completamente in massimo 30 minuti, con scomparsa del dolore e, se non è estesa, di ogni segno sulla pelle. Per malattie più gravi o croniche occorrono invece una quantità e una costanza nelle applicazioni molto maggiori, proporzionali alla gravità della malattia. Ottima l’efficacia su allergie e malattie autoimmuni.

La qualità del sonno migliora ed è inoltre provata da numerose ricerche la sua azione rilassante ed anti-stress.

 

Ha controindicazioni il Reiki?

No, l’energia agisce sempre per il meglio della persona. 

 

Il Reiki è diverso dalla pranoterapia?

Si, completamente diverso. Sebbene esteriormente possano sembrare tecniche simili (le mani vengono appoggiate sulla parte dolente) non hanno nulla a che vedere tra di loro. La differenza fondamentale è che il pranoterapeuta dà la sua energia, mentre il reikista è solo un canale, in quanto l’energia proviene dall’esterno. Da questo fatto deriva, tra l’altro, che il Reiki può essere fatto su di sé, mentre la pranoterapia no (non ha senso darsi la propria energia) e che il pranoterapeuta si “scarica” durante i trattamenti, mentre il reikista no (anzi, una parte dell’energia si ferma nell’operatore Reiki che sta effettuando un trattamento ad un terzo, per cui alla fine entrambi stanno meglio di prima).

 

Il Reiki è una religione?

Anche se ha dei risvolti a livello spirituale, in quanto il benessere e la serenità che dona sono molto profondi, il Reiki non è una religione: è una tecnica e come tale è privo di dogmi, non richiede di credere in qualcosa, e nemmeno impone cambiamenti nello stile di vita (ad es. mangiare in un certo modo, ecc.). 

 

Reiki ha qualcosa a che vedere con la medicina o la psicologia?

Reiki non è un tipo di medicina o di psicologia, ma viene spesso utilizzato in abbinamento ad esse, ad esempio negli ospedali, da 10 anni anche in Italia. 

 

Reiki fa parte della New Age?

Il Reiki non ha nulla a che vedere con la New Age in quanto ha origini ben più remote. E’ più corretto collocarlo nella categoria delle terapie non convenzionali, insieme all’Omeopatia, allo Shiatsu, allo Yoga, all’Agopuntura, alla Medicina Tradizionale Cinese, all’Ayurveda, alla Floriterapia.

La New Age invece nasce alla fine degli anni ’80 e resta sostanzialmente una moda dalla spiccata vocazione commerciale, che cerca di soddisfare il rinnovato bisogno di spiritualità emerso in quegli anni con un misto di esoterismo, misticismo, discipline orientali vecchie e nuove proposte qualche volta con un po’ di superficialità.

 

Il Reiki sostituisce le medicine tradizionali / allopatiche?

Praticare Reiki non comporta l’abbandono degli altri sistemi di cura: al contrario il Reiki si integra molto bene con ogni tipo di medicina, sia essa allopatica, omeopatica, ecc., ed anche con le terapie psicologiche. Tra l’altro attenua decisamente gli effetti collaterali delle medicine allopatiche.


Fonte: ilreiki.it